Sopportare
C’è una parola molto potente da riesumare nel vocabolario di chi vuole cambiare qualche cosa di importante della sua vita.
È sopportare.
Nelle vicende d’amore soprattutto è una parola negletta, combattuta, negata, rifiutata da terapeuti e coach del benessere che spingono affinché tu VINCA la battaglia CONTRO l’altro o contro le tue stesse fragilità.
E’ una parola insidiosa perché, di primo acchito, ti consegna nelle mani dell’altro su cui vorresti vincere, che vorresti combattere o dal quale vorresti distaccarti o che, al contrario vorresti riconquistare.
Sopportare è una parola dalla quale solitamente si rifugge perché adombra passività e sopraffazione.
A ben guardare invece è una parola umile e forte.
Determinata e coraggiosa.
Paziente e temeraria.
Necessaria.
Sopportare è umile perché invita a non voler più combattere per avere ragione. È paziente quando ti esorta a prenderti il tempo che è necessario affinché un cambiamento o una certezza si stabilizzino. È coraggiosa quando impari a tenere per te i tuoi errori senza ributtarli dall’altra parte del campo.
Sopportare è temerario mentre impari a costruire il tuo cambiamento con il lento passo del montanaro che conquisterà la vetta. Non importa se nell’ascesa fatichi e soffri. Vedi la vetta e persegui.
Sopportare costruisce un tempo necessario non solo per vedere, ma per guardare a fondo. Come l’alchimista che sorveglia i suoi alambicchi senza distrarsi fino al momento della giusta trasmutazione.
Sopportare è forza d’animo, ovvero la base della capacità di discriminare ciò che puoi cambiare da ciò su cui non hai potere.
Quando avrai guadagnato forza d’animo e autocontrollo, ogni decisione sarà saggia e stabile e non più soggetta a mutevoli ritrattazioni del tipo:
“Ti lascio (ma aspetto che tu venga a riprendermi)”;
“Ti insulto (ma non posso fare a meno di te)”;
“Tu mi tradisci (e io vado con il primo che capita e che manco mi piace)”
Insomma, detta come al bar, avrai smesso di sputtanarti.
Sopportare non è chiedere, è restare, tenere il proprio posto, reggerlo come si regge una corona.
Sopportare non è per sempre ma è per il tempo necessario a guadagnare una forza interiore stabile, concreta, lucida.
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